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Un particolare saluto a:
Danilo (su BMW R1200 GS),
Francesco (su Suzuki GSR 600),
Igor (su Transalp 700)
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Da Milano alle Gorges du Verdon, Costa Azzurra, Col di Tenda
Dopo la monotona tappa autostradale
forzata “Milano-Torino”, finalmente la statale per Susa e quindi – ancora meglio – quella che porta al confine
francese del Monginevro !
Passo del Monginevro
Raggiunta la “città fortezza”
delle Hautes Alpes, Briançon
abbiamo continuato a viaggiare lunga
la vallata della Durance sino a raggiungere il lago
di Embrun facendo la prima vera meritata pausa !
“Sbraniamo” un tipico piatto
“leggero” alla francese accomodati in un'affollata veranda di un ristorante che si affaccia sul
lago di Embrun e poi nuovamente in sella per raggiungere Les Sauze du Lac, un punto panoramico
mozzafiato.
Così
tra curve e curvoni, salite e discese, raggiungiamo un caratteristico
paesello dislocato a ridosso di montagne rocciose dagli affascinanti e
caratteristici colori. Si tratta di Moustiers Sainte Marie e proprio lì alloggiamo in uno degli Hotel situato nel centro del
del paese “Le Relais”.

Ma la curiosità di vedere il Gran
Canyon più grande d’Europa è tanta (soprattutto per i miei amici che non lo
hanno mai visto), quindi, nonostante i numerosi chilometri già percorsi e l’orario (16.30),
ripartiamo verso le Gorges che si raggiungiamo dopo circa
17 Km
percorrendo la Route des Cretes

Spettacolare, fantastico,
impressionante: questi i commenti di Danilo, Francesco ed Igor, ormai
stanchi ma entusiasti di ritrovarsi in quella natura selvaggia. Impressionante vedere gli avvoltoi che ci
volano a non più di 20
metri dalla nostra testa ! Così dopo le riprese e le
fotografie di rito, ritorniamo in hotel per una bella doccia rigenerante che ci aiuterà ad affrontare meglio
il resto della serata. Iniziamo così a cercare un buon ristorante e l'idea è sempre quella di trovare il migliore al prezzo
più competitivo, ma a noi capita qualcosa di diverso....infatti, dopo averne trovato uno molto carino (anche se un po’ troppo
sofisticato), siamo costretti ad alzarci dal tavolo e ad abbandonare il
locale con le dovute scuse in quanto il menu, per quanto sofisticato era allo stesso tempo anche molto limitato e poi c'era anche il problema di Igor,
abituato a mangiare solo hamburger.... anitra, agnello o pesci non fa per lui insomma...! Costretti a ricercare un altro ristorante che possa fare al caso
nostro, capitiamo per caso al di là di un torrente in cui è situato un ristorante che vanta una splendida veranda esterna e ben esposta alla corrente
d’aria (al quanto fastidiosa perché freschina per assaporare specialità locali, molto
diverse da quelle del dipartimento delle Hautes Alpes, dove i miei amici hanno avuto modo di apprezzare la
famosa Raclette !
Un ultimo bicchiere di Kir nel bar dell’hotel per concludere la serata e a nanna:
un’altra giornata in moto ci attende e soprattutto ancora tanti km !
Alle 9 del mattino ci ritroviamo tutti nella hall dell'hotel per una ricca colazione.Almeno l'idea era quella, invece
ci siamo accontentati di un caffè - che sinceramente non era granchè - e di un pain au
chocolat. Senza perdere ulteriormente tempo, accendiamo finalmente i motori delle nostre moto per iniziare
il viaggio verso il più grande Canyon d’Europa !! E così, facendo un po’ di slalom tra le
numerose strade tortuose che dalle Gorges du Verdon portano direttamente
nella Costa Azzurra, in tarda mattinata ci diregiamo verso Montecarlo!!!
Ma prima di raggiungere il principato
di Monaco e ancora prima la costa azzurra, attraversiamo increduli paesaggi, strade e paeselli semideserti e luoghi selvaggi, nel bel mezzo del
nulla, proprio nulla !!! Mancano infatti anche le pompe di benzina e bisogna
calibrare intelligentemente i pieni dei nostri serbatoi, altrimenti si rischia
di rimanere a piedi.
Il viaggio continua ad essere
piacevole, ma raggiunta la costa del mediterraneo ed in particolare Nizza, il
caldo umido si fa molto più intenso e se non si viaggia, in moto si soffre
particolarmente.
Decidiamo così di fare pausa-pranzo in un
quartiere della città vecchia di Nizza, invasa da migliaia di turisti che affollano
le vie della vecchia città. Mala strada del ritorno è ancora lunga, quindi riprendiamo il viaggio velocemente.
La digestione meglio farla in moto....brooommm…..Così, dopo aver scrutato le
spiagge sottostanti stracolme di bagnanti, ci dirigiamo verso il confine del
“Belpaese” (si fa per dire…) perchè
non appena varcato il confine, proviamo quasi un senso di vergogna ad essere italiani ! L'italianismo o nazionalismo associato ai mondiali, sparisce davanti
a scene come quelle che noti non appena entri in Italia: strade non curate e piene
di buche, traffico disordinato ed addirittura auto pericolosamente parcheggiate
all’interno di gallerie buie e non illuminate !!!! Sembrava di entrare ad
Algeri ! (con tutto il dovuto rispetto per gli amici africani...)
Fortunatamente lo scenario
diventa migliore non appena si imbocca la statale che porta al Colle di Tenda
(SS20),
ma dobbiamo viaggiare con la massima
attenzione: la polizia locale, contrariamente a quella francese che opera
intelligentemente e giustamente, è nascosta a ridosso delle gallerie per
“rapinare” gli automobilisti ed i motociclisti che in una strada statale da 110 km/h (questo sarebbe
il limite francese) è già ridotta a 90 Km/h per diventare improvvisamente 50 Km/h nei pressi di
alcune gallerie di 1 km
(in Svizzera, dove le leggi sono particolarmente rigide, in galleria si viaggia
a 100 Km/h).
Ma siamo in Italia……siamo ad Airole.
Un’altra pausa-gelato ce la
concediamo a Limone Piemonte.
Ci aspettano circa 200 Km prima di poter
parcheggiare le nostre moto nei nostri rispettivi garage di casa, quindi ci
armiamo di santa pazienza e decidiamo di imboccare la prima autostrada
disponibile: viaggiare con l’ansia autovelox e tra l’inciviltà degli
automobilisti italiani dopo l’esperienza francese, ci scoraggia e poi, la
stanchezza incombe. E così si viaggia ad una “buona media” direzione Cuneo, poi
Alessandria, Piacenza e Milano !
Un altro tour memorabile da
raccontare e soprattutto da non dimenticare !
Le motard
Richard
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